L’importanza dell’ascolto: un progetto di sostegno per i nuovi immigrati

Adattarsi alla vita in un nuovo paese può spesso rivelarsi più arduo del previsto, anche nel caso di un trasferimento maturato nell’ambito di una scelta profonda come quella dell’alyah, la “salita” in Israele. Per offrire supporto nell’affrontare queste difficoltà, le psicologhe Giulia Albertini e Anna Gruner, entrambe italo-israeliane, hanno presentato al Comites un progetto per costituire un Punto di Sostegno Sociale, uno sportello a disposizione gratuitamente per ascoltare e consigliare chi ne avesse bisogno, con una particolare attenzione alla situazione dei genitori si trovano a gestire l’inserimento sociale e scolastico di bambini e adolescenti. “Non importa pensare a situazioni catastrofiche, basta anche solo soffermarsi, ad esempio, alle difficoltà di inserimento per le donne, che in ogni cultura, che siano mamme o no, assumono ruoli differenti nelle differenti società e sono le prime a doversi adattare ai diversi imprinting sociali, sentendosi spesso sole e senza un senso di appartenenza comunitario. Per questo, e per molti altri casi di disagio, sarebbe d'aiuto per i migranti italiani sapere che esiste un "Punto di sostegno" al quale rivolgersi: un luogo di sfogo, di accoglienza, ma anche di cambiamento pratico, nel quale trovare un professionista che aiuti a rendere la propria scelta di immigrazione in Israele un punto di forza e di crescita sotto tutti gli aspetti, personali e comunitari, quotidiani e a lungo termine”, si legge nella scheda del progetto. Attribuendo al progetto primaria importanza, il Comites stesso ha chiesto ed ottenuto per il Punto di Sostegno Sociale dei fondi integrativi secondo quanto previsto dal Capitolo 3103/2018. L’iniziativa, promossa con il patrocinio dell'Ambasciata d'Italia in Israele ed il supporto del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in collaborazione con il Comites Tel Aviv, rappresenta un potenziamento della Linea Assist Ita, lo sportello telefonico gestito dalla stessa dottoressa Gruner che dal 2016 offre una prima assistenza agli immigrati italiani. Ulteriori informazioni circa la fruizione del servizio saranno disponibili al più presto.

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